 Situata a metà strada fra Ginevra e Chambéry, la storia della città ha origini fin dall'epoca Romana, che interessò questa regione a partire dalla gloriosa conquista della Gallia da parte di Caio Giulio Cesare. Dal X al XIX secolo è fortemente marcata da quella di queste due comunità. Dipendente dalla Contea di Ginevra, ne divenne la capitale quando i conti vennero cacciati dalla città nel XIII secolo in seguito a gravi conflitti con i vescovi. Dopo l'estinzione della famiglia di Ginevra nel 1394, il cui ultimo rappresentante fu l'antipapa Clemente VII, la contea fu integrata nei possedimenti della Casa Savoia nel 1401. Nel 1444, la città fu eretta ad appanaggio dei principi di Savoia, e Annecy divenne capitale dei loro possedimenti del Ginevrino, del Faucigny e del Beaufortain. Nel XVI secolo, col trionfo del calvinismo a Ginevra, Annecy accolse nel 1535 il vescovado e gli ordini religiosi cattolici in fuga e divenne la capitale della Controriforma guidata da Francesco di Sales. Durante la Rivoluzione francese e l'età napoleonica, la città fu unita al nuovo dipartimento del Monte Bianco, il cui capoluogo era Chambéry, ma con la Restaurazione ritornò a fare parte del Regno di Sardegna. Nel 1860, dopo l'annessione della Savoia alla Francia, Annecy divenne capoluogo del nuovo dipartimento dell'Alta Savoia.
 Il sito su cui sorge Strasburgo fu inizialmente occupato dall'accampamento militare romano di Argentoratum, all'interno della provincia della Germania settentrionale. A partire dal IV secolo, Strasburgo fu sede di un vescovato. Gli Alemanni vi combatterono una battaglia contro i romani nel 357. Furono sconfitti da Giuliano, che successivamente diventerà imperatore, ed il loro re Conodomario fatto prigioniero. Un nuovo attacco viene sferrato il 2 gennaio del 366, approfittando della superficie ghiacciata del Reno ed all'inizio del V secolo gli Alemanni risultano insediati nell'area oggi occupata dall'Alsazia ed in una grande parte dell'attuale Svizzera. Nel corso del V secolo la città passa dal dominio degli Alemanni a quello degli Unni e poi dei Franchi; nell'842 vi viene siglato il Giuramento di Strasburgo. Grande centro di scambi commerciali nel tardo medioevo, nel 1262 diventa una città libera del Sacro Romano Impero con un governo autonomo dal 1332. Nel 1439 viene completata la realizzazione del Duomo di Strasburgo, che diventa l'edificio puù alto del mondo, superando la grande piramide di Giza. Negli anni successivi al 1520 la città fa propria la dottrina religiosa di Martin Lutero, i cui adepti fondano a Strasburgo nel secolo successivo una loro università. La Francia annette Strasburgo nel 1681, e la conquista viene ratificata dal Trttato di Ryswick nel 1697. La politica di intolleranza religiosa verso i protestanti adottata in Francia con l'Editto di Fontainebleau ma non applicata a Strasburgo, unita alla crescita dell'industria e del commercio, porta la popolazione cittadina a triplicare fino a 150.000 abitanti. L'inno nazionale francese, "La Marsigliese", viene composto a Strasburgo il 25 aprile del 1792 da Claude Joseph Rouget de Lisle, durante una cena organizzata dal sindaco della città, Frédéric de Dietrich. Nel 1871, terminata col Trattato di Francoforte la guerra franco-prussiana, la città torna ad essere parte del Reichsland di Alsazia-Lorena dell'impero germanico. Strasburgo diventa nuovamente francese dopo la prima guerra mondiale, con la sigla nel 1919 del Trattato di Versailles e di nuovo tedesca durante gli anni della seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945. La linea del fronte tra Francia e Germania che nei secoli ha attraversato Strasburgo e la sua regione ha anche diviso le comunità e le famiglie, spesso trovatesi su fronti opposti nei diversi conflitti. Per questo il monumento cittadino ai caduti di tutte le guerre raffigura una madre che regge i corpi di due figli volutamente nudi, cioè privi di qualsiasi divisa o insegna riconducibile ad una particolare fazione.
 Francoforte fu menzionata per la prima volta il 22 febbraio 794 in un documento di Carlomagno al convento St. Emmeram di Ratisbona. Il testo "...actum super fluvium Moin in loco nuncupante Franconofurd" "...atto sul fiume Meno in luogo chiamato Francoforte." è la prima menzione scritta della città ma ci sono prove di una colonizzazione continua dal neolitico. Nello stesso posto sorgevano un accampamento romano e durante l'era merovingia la corte del re dei Franchi. La bolla d'oro di 1356 designa Francoforte come luogo fisso per l'elezioni dei Re dei Romani. Dal 1356 anche l'imperatore fu eletto a Francoforte, l'ultimo 1792 era l'Asburgo Francesco II. Dopo la fine del Sacro Romano Impero Francoforte divenne per tre anni (1810 - 1813) un Gran Ducato sotto Karl Theodor von Dalberg e fa parte della Confederazione del Reno. Dopo questo piccolo periodo Francoforte divenne di nuovo una città libera (Freie Reichstadt), questa volta facendo parte della confederazione tedesca. Il suo parlamento scelse come sede Francoforte. 1848 in diversi stati tedeschi esplosero le cosiddette revoluzioni di marzo e il primo parlamento democratico tedesco fu istituito nella Paulskirche di Francoforte. Durante la guerra tedesco-austriaca 1866 Francoforte rimase leale alla confederazione. L' opinione pubblica favoriva più la parte austriaca e dell'imperatore, anche se c'erano anche opinioni favorevoli a una connessione voluntaria colla Prussia per motivi economici e di politica estera. Il 18 luglio l'esercito del Reno della Prussia occupò la città e la obbligò a pagamenti severi. Il 2 ottobre la Prussia annesse la città, che con quest'atto perse la sua indipendenza. Francoforte venne sottoposta al distretto di Wiesbaden della provincia prussiana Hessen-Nassau. Come simbolo di conciliazione il 10 maggio 1871 fu firmato il trattato di Francoforte nella città sul Meno, che mise fine alla guerra franco-prussiana del 1870-1871. L'annessione da parte della Prussia era utile per lo sviluppo economico della città. Divenne un centro industriale con una forte crescita della popolazione. Diversi comuni limitrofi furono incorporati e Francoforte raddoppiò la sua superficie a confronto di quella prima di 1866.
 Magonza fu nominata Moguntiacum dai Romani e la necessità di un presidio militare contro i Germani nella zona portò rapidamente l'antica cittadina celtica a diventare un importante centro strategico dell'Impero Romano. Ulteriore sviluppo alla città venne dal suo ruolo di evangelizzazione delle popolazioni germaniche e slave, evangelizzazione guidata dal vescovo Bonifatius (746-754). Lo sviluppo religioso della città ne fece l'unica diocesi (oltre Roma) il cui seggio episcopale viene chiamato Santa Sede. L'arcivescovo di Magonza viene da allora chiamato primas germaniæ, il sostituto del Papa a nord delle Alpi (santa sede di Magonza). Voci correlate Bolla d'oro. Willigis (975-1011) divenne il primo arcivescovo di Magonza ad essere anche arcicancelliere del Sacro Romano Impero, il più importante dei sette Elettori dell'Imperatore. Willigis diede inizio all'edificazione della grande cattedrale nel 975. Libera città imperiale dal 1244, Magonza inizia un'espansione culturale ed economica che si protrae per tutto il Tardo Medioevo ed il Rinascimento. Ospita un'importante scuola giudaica. Nel 1476 viene fondata l'Università di Mainz. L'indipendenza politica termina nel 1462. La città subì gravi devastazioni durante la Guerra dei Trent'Anni e fu quindi ricostruita dall'arcivescovo Lothar Franz von Schonborn (1695-1729) in stile barocco. Magonza divenne territorio francese dal 1798 al 1814. Dopo la Rivoluzione Francese fu fondata la "Mainzer Republik", altro periodo d'indipendenza cittadina negli anni 1792-1793. L'industrializzazione della città prende inizio i primi anni del XX secolo. L'espansione urbanistica avverte una battuta d'arresto durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1930 Magonza è di nuovo occupata dalle truppe francesi. Il centrocittà subì gravi distruzioni durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
 Le sorgenti termali di Wiesbaden erano note già ai Romani, che fecero costruire in questa zona una fortificazione tra il 6 ed il 15 dopo Cristo. Esse furono descritte per la prima volta nel 77 nella Naturalis historia di Plinio il Vecchio. Nacque quindi un insediamento romano con il nome di Aquae Mattiacorum (ancora oggi sulla facciata del Kurhaus, il palazzo delle terme, vi è l'iscrizione Aquis Matthiacis), che fa riferimento ad un'antica popolazione germanica. Negli anni 828-830 compare per la prima volta il nome Wisibada (terme tra i prati), citato da Eginardo, biografo di Carlo Magno. Nel 1170 il territorio occupato dall'odierna Wiesbaden passò sotto il dominio dei duchi di Nassau. Nel 1232 Wiesbaden diventò Reichsstadt, cioè città del regno. Questo potrebbe essere uno dei motivi che hanno portato l'arcivescovo di Magonza nel 1242 ad ordinare la distruzione della città. Tra il 1609 ed il 1610 fu costruito il vecchio municipio, che oggi è il più antico edificio della città. Quasi tutti gli edifici antecenti furono distrutti da due incendi, rispettivamente nel 1547 e nel 1561. Nel XIX secolo iniziò il periodo di maggior splendore di Wiesbaden e la sua ascesa a città mondiale della cultura. La città si espanse notevolmente sviluppando le sue terme ed assumendo notevole rilevanza come città di congressi e sede governativa. Grazie alla crescita demografica nel periodo dell'industrializzazione, Wiesbaden continuò a svilupparsi rapidamente fino all'inizio del XX secolo. La popolarità di Wiesbaden come città termale terminò con la fine della prima guerra mondiale. Nel 1918 la città fu occupata dall'esercito francese; nel 1921 fu firmato il trattato di Wiesbaden sui danni di guerra che i tedeschi dovettero pagare alla Francia. Nel 1925 Wiesbaden diventò il quartier generale dell'armata britannica del Reno e lo rimase fino al ritiro delle forze di occupazione dalla Renania nel 1930. Nella seconda guerra mondiale Wiesbaden fu in buona parte risparmiata dai bombardamenti alleati. Wiesbaden fu occupata dalle truppe statunitensi il 28 marzo 1945. Le frazioni di Magonza sulla sponda destra del Reno (Amöneburg, Kastel e Kostheim) furono annesse a Wiesbaden in seguito ad un'ordinanza del amministrazione militare. Questo fatto costituisce una delle cause dell'odierna rivalità tra Wiesbaden e Magonza. Dopo la formazione della Repubblica Federale Tedesca nel 1949, Wiesbaden divenne capitale del land dell'Assia.
 La Foresta Nera si estende dal cosiddetto Dreiländereck, ovvero l'area dove si congiugono i confini di Svizzera, Francia e Germania in direzione nord per circa 160 km seguendo la fossa Renana. Nell'estremo sud raggiunge una larghezza di 60 km mentre a nord è largo solo 30 km. Il fiume Kinzig rappresenta il confine tra la Foresta Nera settentrionale e la Foresta Nera centrale mentre il corso del fiume Dreisam separa la Foresta Nera meridionale nella quale si trovano le cime più elevate del rilievo, quest'area è talvolta detta Alta Foresta Nera (Hochschwarzwald) Friburgo in Brisgovia (in tedesco: Freiburg im Breisgau), è la capitale della foresta nera. Nell'anno 1091 i duchi di Zähringen costruirono un castello sullo Schlossberg. Nell'anno 1120 vennero riconosciuti al piccolo insediamento alle pendici dello Schlossberg i diritti di mercato, il mercato si espanse rapidamente grazie alla vicinanza di importanti strade commerciali. La posizione geografica molto favorevole e la presenza di numerose miniere di argento nella Foresta Nera garantirono alla città un certo benessere e una rapida crescita. Nel 1200, sotto Berthold V di Zähringen cominciò la costruzione della chiesa parrocchiale in stile gotico, il Münster di Friburgo. Nel 1218 Berthold V, l'ultimo degli Zähringen morì. Fino al 1368 dominarono la città i conti di Urach. I cittadini di Friburgo si affrancarono nel 1368 pagando la cifra di 15.000 marchi d'argento ottenuti in prestito dagli Asburgo ma quando la città non fu in grado di restituire il prestito dovette assoggettarsi al dominio degli Asburgo. Nel 1457 venne costruita dall'arciduca Albrecht VI l'università che nel 1620 venne rilevata dai Gesuiti dai quali verrà gestita fino al 1773. Nel 1507 alla città venne conferito il diritto di zecca. Nel 1520 venne redatto un nuovo statuto cittadino che unì in modo equilibrato la tradizione cittadina medievale e elementi di diritto romano. Friburgo si oppose alla Riforma protestante e divenne quindi un importante roccaforte cattolica nella regione dell'Alto Reno. Nel 1520 ospitò il vescovo di Berna e nello stesso periodo anche Erasmo da Rotterdam soggiornò per alcuni anni nella città. Nel corso della Guerra dei Trent'anni la città passò ripetutamente dal dominio francese a quello austriaco subendo numerosi assedi da entrambe le parti. In seguito al Trattato di Campoformio la città viene assegnata ad Ercole III D'Este duca di Modena e Reggio, che rinunciò a prenderne possesso a causa del basso reddito cittadino. Nel 1805 Napoleone Bonaparte congiunse Friburgo al neo costituito Granducato del Baden. Nel 1827 Friburgo divenne capoluogo dell'arcivescovado del Baden e il Münster divenne sede vescovile. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale la città subì dei danni rilevanti, il 27 novembre 1944 un pesante bombardamento rase al suolo l'intera parte settentrionale della città vecchia e gran parte di quella occidentale. La città venne ricostruita rispettando la planimetria originale anche se furono ricostruiti in modo fedele solo gli edifici pubblici o di particolare valore storico.
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